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Ho accettato nuovamente questo mandato
perché sono mosso ancora da grande
passione. Il giorno che non dovesse
essere così sarei pronto a fare un passo
indietro. Quello che vi chiedo come priorità è di
essere uniti”. Parole di Bernabò Bocca per ringraziare
i suoi associati dopo la standing ovation
con cui lo hanno riconfermato alla presidenza di
Federalberghi/Confturismo nell’ambito della 57°
Assemblea di Roma. Esternando i primi impegni
di neo presidente, Bocca ha sottolineato la
necessità di continuare sulla strada intrapresa
della visibilità e del ruolo di interlocutore politico
della Federazione. “Come Federalberghi abbiamo
il dovere di parlare sempre più di turismo inteso
come asse economico per il paese e sedere,
da invitati, ai tavoli politici del paese quando
si parla di economia. Una realtà economica
come la nostra - ha aggiunto - capace di produrre
annualmente un giro d’affari di 140 miliardi
di euro e di dare lavoro ad oltre 2 milioni di persone,
deve essere assolutamente considerata.
Sul fronte interno, uno dei primi progetti sui quali
conviene cominciare a riflettere è la realizzazione
di una grande federazione che riunisca sotto
al suo ombrello i vari tipi di ospitalità che oggi
si stanno affermando, dai B&B ai residence,
dagli agriturismo alle residenze storiche. La ricettività
è la spina dorsale del turismo in Italia e
secondo me dovrebbe essere un unico presidente
a rappresentare il vasto settore. Viviamo
un’era di aggregazioni - vedi politica, banche
ecc - e il trend vale anche per noi”. L’aggregazione
secondo Bocca potrebbe andare anche
oltre, ovvero superare la barriera Confcommercio/
Confindustria. “La divisione della categoria
non porta beneficio a nessuno, ferma restando
la quantità di alberghi rappresentati. Le istanze
e problematiche delle nostre imprese sono comunque
le stesse. Intanto è nato il Comitato Interfederale
proprio per sviscerare insieme i temi
più importanti e prendere decisioni comuni”. Nel
futuro italiano rimane il nodo della classificazione
alberghiera ma il giudizio di Bocca è netto.
“La mia opinione personale è che se la classificazione
attuale regionale è una follia, in tempi di
liberalizzazione delle tariffe potremmo anche fare
a meno di una classificazione nazionale e lasciare
al mercato la scelta della struttura. Infatti,
oggi è molto difficile stabilire i giusti parametri
di servizio fornito a seconda delle stelle. Una
prima cosa da fare comunque, è provare, attraverso
tavoli tecnici, a studiare dei nuovi parametri
- che non possono essere quelli dell’arredamento
o della superficie - e soprattutto creare
una distinzione tra alberghi di nuova costruzione
e quelli già esistenti”. Grande attenzione
inoltre da parte di Federalberghi alla proposta di
Rutelli sulla destagionalizzazione anche se precisa
il presidente “dobbiamo stare molto attenti
a come recuperare del tempo di vacanza durante
l’anno. Quando l’italiano ha più giorni a
disposizione sceglie di andare all’estero e non
è questo il nostro interesse”.
