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Dopo l'intervista di Punto Informatico a Lelio Alfonso in cui si accennava alla vicenda di Italia.it, il blog Scandaloitaliano, che da sempre segue la vicenda molto da vicino, ha sottoposto al responsabile della comunicazione di Governo alcune domande circostanziate, per ottenere precisi dati sullo stanziamento dei fondi. Luca Carlucci, tra gli autori del blog, armato di tastiera e pazienza ha preparato ed inviato un meticoloso riassunto dei fatti ed ecco cosa è emerso dai riscontri di Alfonso, dati che anche rettificano molte precedenti dichiarazioni.
Secondo i calcoli di Scandaloitaliano, integrati da Alfonso, gli stanziamenti destinati al progetto Italia.it promosso dall'ex ministro Lucio Stanca, ammontano a 58,1 milioni di euro. La somma ad oggi impegnata è di 35,9 milioni di euro (di cui 23,1 alle regioni). Restano perciò 22,2 milioni di euro da impegnare, di cui circa 11, secondo quanto dichiarato, saranno utilizzati espressamente per il Portale. A queste cifre si potrebbero aggiungere eventuali altri stanziamenti, molto improbabili, ma tecnicamente possibili.
Alfonso afferma anche: "La doverosa premessa è che solo pochi giorni fa, a Trieste, il Ministro Rutelli ha annunciato che il portale Italia.it "nella sua versione definitiva e validata" sarà disponibile per la Borsa Internazionale del Turismo del 2008 (BIT 2008), chiarendo dunque che si è ancora in una fase operativa piuttosto lunga".
Questo cosa significa? Innanzitutto che molto probabilmente non c'è ancora un progetto tecnico operativo, e ancor più probabilmente non c'è mai stato. Nel 2004 si è partiti con l'idea, in sé molto lungimirante, di fare un colossale investimento sulla promozione turistica via web, ma si è finiti con una cosa all'italiana, fra amici, tarallucci e vino, che col passare degli anni è diventato aceto. Cambiato governo, cambiati gli intenti, è rimasto l'aceto. Ed è così che lo stesso Rutelli, lo scorso febbraio, lo presenta in pompa magna. E se al primo assaggio non ci ha creduto nessuno, la speranza del Governo è che alla BIT del 2008 le cose vadano diversamente.
Fin dal primo brindisi del febbraio 2007, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, sono scoppiate proteste che hanno avuto grande eco, culminate in una petizione e nell'istituzione ad aprile di quest'anno di una commissione d'inchiesta da parte del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. Luigi Nicolais. Le commissioni d'inchiesta, si sa, sono un pallino della politica italiana. Ma secondo le dichiarazioni di Alfonso a Scandaloitaliano questa volta "appena la Commissione presenterà al ministro le risultanze dell'inchiesta, farò in modo che ci sia una comunicazione trasparente di quanto emerso". Il segnale è indubbiamente positivo. Ma i dubbi restano. Soprattutto sui soldi già impegnati (circa 36 milioni). La fetta più importante è data dai 23 milioni destinati alle regioni, che dovrebbero utilizzarli per produrre contenuti ad hoc e rendere quelli attualmente presenti in rete interoperabili con la piattaforma di Italia.it.
A coordinare tutto dovrebbe pensarci il Comitato del Portale (composto dai rappresentanti delle regioni, dei Ministeri e delle categorie interessate degli enti locali, ANCI e UPI). Sul fatto che si riesca a mettere d'accordo 20 diverse amministrazioni su un progetto unitario (tra l'altro non ancora pubblicato), c'è forse la stessa probabilità che quest'estate Di Pietro e Mastella vadano in vacanza assieme. Ma si può sperare, impostando il dialogo su quella linea di correttezza mostrata da Alfonso in questa vicenda e prendendo spunto da quei progetti del web istituzionale seriamente strutturati.
Una cosa è certa. Alla BIT 2008 saranno in molti col bicchiere pronto, e pochi accetteranno un altro calice d'aceto costato milioni di euro.
In Italia sono circa 800mila gli occupati nel settore del turismo, ovvero quasi il 4% della forza lavoro del Paese. E’ il dato principale che emerge da un’indagine effettuata su dati Inps da Federalberghi e Fipe, in partnership con l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo-EBNT.
Lo studio, che ha analizzato l’andamento dell’occupazione dell’intera filiera del turismo italiano nel corso del 2006, specifica che nella media dell’anno i lavoratori occupati in Italia nelle aziende del settore turismo sono stati 772.007, di cui il 42,1% uomini ed il restante 57,9% donne. Nel dettaglio, nel ricettivo figurano 221.612 dipendenti, nei pubblici esercizi 508.285, nell’intermediazione 33.016 e nel termale 9.095.
Il numero delle società attive nel turismo è in media di 137.092: di queste 21.385 sono attive nei servizi ricettivi,109.101 nei pubblici esercizi, 6.287, nell’intermediazione e 319 nel comparto termale.
Tra le prime 5 Regioni italiane che occupano più lavoratori dipendenti è la Lombardia a far registrare il dato più alto con 145.068 dipendenti nel settore turismo su un totale di 772.007 occupati. La seconda regione risulta l’Emilia Romagna che conta 81.881 dipendenti. A seguire la regione Veneto, terza con 77.722 lavoratori. A chiudere la classifica il Lazio che occupa 76.030 risorse e la Toscana che ne registra 60.090.“Il Mezzogiorno rappresenta un bacino di
traffico che è stato capace di servire nel
2006 un’utenza di 25 milioni di passeggeri
e che ha avuto un tasso di crescita
del 50% negli ultimi cinque anni”. E’ quanto ha
affermato il presidente Enac Vito Riggio, presentando
l’opera “Aeroporti del Mezzogiorno”, illustrata,
in anteprima, alla presenza del Ministro
dei Trasporti Alessandro Bianchi, in occasione
dell’inaugurazione della nuova aerostazione
dell’aeroporto di Catania Fontanarossa. La pubblicazione
nasce da questa consapevolezza e
dalla certezza, espressa dal direttore generale
Enac Silvano Manera, del “ruolo strategico degli
aeroporti del Mezzogiorno come volano per
l’economia ed il turismo del territorio, oggi resi
ancora più accessibili grazie ai nuovi investimenti
e all’ammodernamento del settore aviazione
civile”. In circa 160 pagine viene fotografata,
quindi, la realtà aeroportuale del Mezzogiorno,
fornendo dati, statistiche e informazioni
sugli investimenti utilizzati e sui progetti
realizzati e quelli in via di ultimazione, e sul loro
stato di sicurezza che è uno degli obiettivi
principi dell’Enac. Un aggiornamento utile in
un momento in cui si sta lavorando a un progetto
di riesame del sistema aeroportuale. “Stiamo
per presentare - spiega inoltre il ministro
Bianchi nella prefazione - un nuovo Piano della
mobilità la cui parola d’ordine sarà integrazione:
tra modi di comunicazione (strada, ferrovia,
mare e cielo) e tra livello di comunicazione
(reti nazionali e internazionali e tra reti nazionali
e locali)”. Per quanto riguarda in particolare
le regioni del sud - continua il Ministro -
“sono dotate di un sistema aeroportuale moderno
- evidente il dinamismo e la concretezza
imprenditoriale- e quindi lo sforzo da intraprendere
è quello della piena integrazione con
le reti di trasporto europee affinché il Mezzogiorno
d’Italia diventi la vera testa di ponte continentale
verso i paesi della riva sud est del Mediterraneo”.